Laura Biondi – Università degli Studi di Milano Recta scriptura Collana: «Il Filarete. Pubblicazioni della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Milano» 271 SOMMARIO: Introduzione 1. Preliminari – 2. Elementi per una datazione: vecchie e nuove considerazioni – 2.1. Il Catholicon e Apuleio – 2.2. Mihi, nihil, sepulcrum e pulcer in Apuleio – 3. Altre considerazioni – 4. Indizi onomastici – 5. Una proposta di localizzazione – 6. Il codice Reims, Bibliothèque Municipale 432 1. De littera – 2. I contenuti ortografici apuleiani – 3. I criteri della correctio – 4. Usus, scriptorum vitium, periti – 5. Orthographia: fra modelli latini e ricezione medioevale 1. L'organizzazione formale – 2. Alfabeto e criteri di ordinamento lessicale – 3. I testi regulae: una categoria scalare? – 4. Lo schema a ante b – 4.1. Regulae prosodiche – 4.2. Artes lectoriae: ipotesi per una affinità tipologica – 4.3. Recta scriptura, prosodia, lectio plana: esigenze complementari e convergenti 1. Premesse – 2. L'etimologia sincronologica – 3. L'etimologia comparativo-interlinguistica non ricostruttiva: le linguae sacrae – 3.1. L'ebraico – 3.2. Il greco – 4. L'etimologia ontologica – 4.1. Alcuni esempi – 4.2. Varroniana – 4.3. Similitudo rerum vel sonorum – 5. Etimologia come expositio? 1. Dopo il Catholicon – 2. La riscoperta umanistica – 3. Nel Nord Italia – 4. A Roma – 5. Elenco dei testimoni Riferimenti bibliografici Indice dei nomi e delle opere.Il De nota aspirationis e il De diphthongis attribuiti ad Apuleio riflettono l’interesse mediolatino per l’orthographia, che i due testi affrontano con riferimento alla scrittura della nota aspirationis e dei dittonghi. A partire dal testis antiquissimus e auctior dei trattati, il ms. Reims B.M. 432, il volume ne delinea l’orizzonte cronologico e geografico e indaga le coordinate linguistiche, testuali e culturali del milieu del loro estensore, un magister peninsulare che ha redatto gli opuscoli come ausilio a una didattica destinata a formare competenze specifiche in ambiti quali copia, emendatio codicum e lectio plana. L’interesse di queste opere risiede nel fatto che vi trovano espressione e concreta applicazione istanze, paradigmi epistemici e metodi di analisi che la grammatica positiva recepisce, rielaborandoli, dal pensiero grammaticale della latinità. Particolare rilevanza assume anche l’indagine etimologica, la molteplicità delle cui procedure è esito del coesistere dialettico dei modelli propri della tradizione antica e di spinte innovanti, in una fase cruciale della rifl essione medioevale sullo statuto e sui limiti stessi dell’etymologia. Chiudono il volume due appendici, nelle quali si ricostruiscono sinteticamente il Fortleben apuleiano nei secoli XIII-XV e le linee della rinnovata attenzione otto-novecentesca per i trattati. Laura Biondi è docente di Glottologia e Linguistica generale nella Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università degli Studi di Milano. Si è occupata di linguistica greca ed italica; da alcuni anni si interessa di storia del pensiero linguistico, con particolare riguardo alla rifl essione grammaticale e all’etimologia del Medioevo latino in rapporto alla tradizione antica.
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